Ieri si è spenta Litta Medri e immediatamente il ricordo va al mio primo incarico alle Belle Arti, il cantiere del Cosimo I del Giambologna in piazza della Signoria dove, giovane funzionario, mi trovai proprio Litta Medri, che seguiva e dirigeva i lavori per la Soprintendenza e subito rimasi colpito dal suo stile: un affascinante fusione di eleganza e affabilità. Direi che nacque, in quell'occasione, una corrispondenza affettuosa e protettiva: come una sorella maggiore fu prodiga di consigli e avvertimenti. Nei successivi anni e nei successivi lavori si è sempre mantenuto questo rapporto anche se, recentemente, le occasioni di rinnovare questa amicizia sono state molto rare.
Alla questa nuova tristezza si aggiunge il ricordo di un'altra amica perduta, conosciuta sempre sul restauro del Cosimo, la restauratrice Tiziana Igliozzi.
In Pace
venerdì 10 settembre 2010
venerdì 15 gennaio 2010
Il Barcamp delle Murate
Informazioni utiliQuando: Sabato, 16 gennaio 2010 (dalle 14 alle 18)
Dove: Le Murate, Piazza Madonna della Neve, Firenze
Ulteriori informazioni: http://www.lemurate.comune.fi.it - http://www.facebook.com/lemurate
anche su twitter: @lemurate; potete usare l' hashtag #murate
venerdì 8 gennaio 2010
lunedì 7 dicembre 2009
Fuori Tempo Massimo. La città a pezzi/Pezzi di città. FTM_ 0.1
Commenti e recensioni fuori tempo massimo. Libri già usciti, mostre chiuse o procinto di chiudere, avvenimenti già dimenticati...
La città a pezzi / pezzi di città. Distacchi lapidei a Firenze. 1977-2009 a cura di Francesco Gurrieri, Polistampa 2009.
Il libro curato da Francesco Gurrieri è un monito.
Non abbiamo coscienza che il nostro patrimonio di pietra si sta inesorabilmente deteriorando non solo per vie naturali ma anche grazie alla nefasta influenza delle sostanze inquinanti che pervadono l'aria che circonda noi e il nostro patrimonio artistico.Nel tempo passato il fenomeno naturale della disgregazione veniva risolto con la sostituzione di interi palinsesti decorativi: modanature, fregi, capitelli, colonne ecc., grazie all'abilità di esperti lapicidi in grado di creare copie identiche all'originale. Spesso era anche l'occasione per rinnovare e adeguare a uno stile più "moderno" intere facciate.
Oggi l'idea di far sopravvivere dei lacerti informi è imperante e spesso con risultati oggettivamente deludenti. Anche la ricerca applicata sul versante dei protettivi sembra vivere un momento di minor vivacità in confronto agli anni passati. La percezione di un impoverimento decorativo della città storica è sempre più forte e si assiste a un graduale disimpegno nei confronti di una conservazione attiva su questo fronte. Molte le ragioni: certamente quelle economiche ma non solo. Una sistematica rilevazione delle condizioni dei monumenti fiorentini, siano essi pubblici o privati, per poter immaginare la programmazione di una corretta e onerosa manutenzione ancora non esiste. Su quali basi invochiamo finanziamenti per la città d'arte senza una coerente valutazione dei bisogni reali del nostro patrimonio?
In attesa che si arrivi a questa presa di coscienza, non solo istituzionale, credo sia necessario che tutti prendiamo consapevolezza che questi "pezzi di città" perduti (l'elenco è impressionante) sono testimoni di quanto sia illusoria la sensazione di perennità dei monumenti e che il valore di Firenze non è solo all'interno dei suoi musei e nelle più o meno riuscite iniziative culturali, ma nella capacità di saper conservare e tramandare alle generazioni future una visione "integra" della città monumentale.
La città a pezzi / Pezzi di città Distacchi lapidei a Firenze. 1977-2009 a cura di Francesco Gurrieri, Polistampa 2009, cm 13x18, pp. 128, ill. col., br., € 10,00 ISBN: 978-88-596-0609-3

La città a pezzi / pezzi di città. Distacchi lapidei a Firenze. 1977-2009 a cura di Francesco Gurrieri, Polistampa 2009.
Il libro curato da Francesco Gurrieri è un monito.
Non abbiamo coscienza che il nostro patrimonio di pietra si sta inesorabilmente deteriorando non solo per vie naturali ma anche grazie alla nefasta influenza delle sostanze inquinanti che pervadono l'aria che circonda noi e il nostro patrimonio artistico.Nel tempo passato il fenomeno naturale della disgregazione veniva risolto con la sostituzione di interi palinsesti decorativi: modanature, fregi, capitelli, colonne ecc., grazie all'abilità di esperti lapicidi in grado di creare copie identiche all'originale. Spesso era anche l'occasione per rinnovare e adeguare a uno stile più "moderno" intere facciate.
Oggi l'idea di far sopravvivere dei lacerti informi è imperante e spesso con risultati oggettivamente deludenti. Anche la ricerca applicata sul versante dei protettivi sembra vivere un momento di minor vivacità in confronto agli anni passati. La percezione di un impoverimento decorativo della città storica è sempre più forte e si assiste a un graduale disimpegno nei confronti di una conservazione attiva su questo fronte. Molte le ragioni: certamente quelle economiche ma non solo. Una sistematica rilevazione delle condizioni dei monumenti fiorentini, siano essi pubblici o privati, per poter immaginare la programmazione di una corretta e onerosa manutenzione ancora non esiste. Su quali basi invochiamo finanziamenti per la città d'arte senza una coerente valutazione dei bisogni reali del nostro patrimonio?
In attesa che si arrivi a questa presa di coscienza, non solo istituzionale, credo sia necessario che tutti prendiamo consapevolezza che questi "pezzi di città" perduti (l'elenco è impressionante) sono testimoni di quanto sia illusoria la sensazione di perennità dei monumenti e che il valore di Firenze non è solo all'interno dei suoi musei e nelle più o meno riuscite iniziative culturali, ma nella capacità di saper conservare e tramandare alle generazioni future una visione "integra" della città monumentale.
La città a pezzi / Pezzi di città Distacchi lapidei a Firenze. 1977-2009 a cura di Francesco Gurrieri, Polistampa 2009, cm 13x18, pp. 128, ill. col., br., € 10,00 ISBN: 978-88-596-0609-3

pubblicato da La Nazione il 24 dicembre 2009
mercoledì 11 novembre 2009
Tuteliamo i nostri tabernacoli
Gentile Cronaca, per merito delle accese polemiche sul crocifisso nelle aule scolastiche sembra riaccendersi un interesse per le immagini sacre come segno forte di identità.
Identità ovviamente religiosa ma non solo.
La stragrande maggioranza delle persone intervistate in merito alla questione del crocifisso hanno espresso un forte legame di affezione spirituale e culturale al quel simbolo religioso che segna la nostra esperienza di vita sia che essa sia o no ancorata a valori spirituali.
Ma come possiamo incanalare questo sentimento di profonda sensibilità alle immagini sacre?
I fiorentini possono concretizzare tutto questo in un'azione pratica.
Assommano a centinaia i tabernacoli che caratterizzano le nostre strade che, a parte un piccolo gruppo di proprietà pubblica, dovrebbero essere curati e mantenuti dai proprietari delle facciate o dei muri dove le sacre edicole sorgono.
Da anni opera un solerte gruppo di volontari degli Amici dei Musei Fiorentini riuniti nel Comitato per il Decoro e il Restauro dei Tabernacoli che ha al suo attivo più di un centinaio di tabernacoli restaurati. La ricerca di sostegno economico e l'intelligente aiuto fornito ai proprietari nell'agevolazione e nel disbrigo delle pratiche amministrative legate al restauro è una delle chiavi del successo del comitato. Piuttosto che disperdere questo rinnovato interesse mediatico in una polemica sterile guardiamoci intorno e preoccupiamoci di queste testimonianze culturali, protette dalla legge italiana di tutela, che in molti casi ci riguardano come proprietari e quindi come responsabili della loro conservazione.
Un appello quindi ai proprietari e agli amministratori di condominio di farsi attivi promotori del restauro dei tabernacoli della facciate di loro proprietà.
Troveranno nei volontari del Comitato per il Decoro e il Restauro dei Tabernacoli ( il sito internet www.amicideimusei.it riporta tutte le informazioni utili) un valido sostegno per affrontare l'organizzazione di un restauro o di una manutenzione che la legge impone loro ma che spesso viene poco applicata.
Se dalle parole -spesso vane- si passasse a un impegno reale e costante per il decoro di queste testimonianze forse faremmo miglior servizio alla nostra fede, alla nostra storia e soprattutto alla nostra identità.
Carlo Francini, responsabile Ufficio Centro Storico Patrimonio Mondiale UNESCO
apparso "La Nazione" dell' 11 novembre 2209
Identità ovviamente religiosa ma non solo.
La stragrande maggioranza delle persone intervistate in merito alla questione del crocifisso hanno espresso un forte legame di affezione spirituale e culturale al quel simbolo religioso che segna la nostra esperienza di vita sia che essa sia o no ancorata a valori spirituali.
Ma come possiamo incanalare questo sentimento di profonda sensibilità alle immagini sacre?
I fiorentini possono concretizzare tutto questo in un'azione pratica.
Assommano a centinaia i tabernacoli che caratterizzano le nostre strade che, a parte un piccolo gruppo di proprietà pubblica, dovrebbero essere curati e mantenuti dai proprietari delle facciate o dei muri dove le sacre edicole sorgono.
Da anni opera un solerte gruppo di volontari degli Amici dei Musei Fiorentini riuniti nel Comitato per il Decoro e il Restauro dei Tabernacoli che ha al suo attivo più di un centinaio di tabernacoli restaurati. La ricerca di sostegno economico e l'intelligente aiuto fornito ai proprietari nell'agevolazione e nel disbrigo delle pratiche amministrative legate al restauro è una delle chiavi del successo del comitato. Piuttosto che disperdere questo rinnovato interesse mediatico in una polemica sterile guardiamoci intorno e preoccupiamoci di queste testimonianze culturali, protette dalla legge italiana di tutela, che in molti casi ci riguardano come proprietari e quindi come responsabili della loro conservazione.
Un appello quindi ai proprietari e agli amministratori di condominio di farsi attivi promotori del restauro dei tabernacoli della facciate di loro proprietà.
Troveranno nei volontari del Comitato per il Decoro e il Restauro dei Tabernacoli ( il sito internet www.amicideimusei.it riporta tutte le informazioni utili) un valido sostegno per affrontare l'organizzazione di un restauro o di una manutenzione che la legge impone loro ma che spesso viene poco applicata.
Se dalle parole -spesso vane- si passasse a un impegno reale e costante per il decoro di queste testimonianze forse faremmo miglior servizio alla nostra fede, alla nostra storia e soprattutto alla nostra identità.
Carlo Francini, responsabile Ufficio Centro Storico Patrimonio Mondiale UNESCO
apparso "La Nazione" dell' 11 novembre 2209
domenica 25 ottobre 2009
25 ottobre 2009 ore 10,00 Piazza Duomo e Piazza San Giovanni sono chiuse al traffico
Il Sindaco Matteo Renzi - che ha deciso la pedonalizzazione - alla guida dell'ultima macchina che ha attraversato la piazza alle 10,00
Questa giornata rimarrà nella mente e nella memoria di molti fiorentini.
I cittadini si sono riversati nelle strade che hanno visto scorrere un traffico insopportabile per tanti anni.
Rimanere fermi anche solo per un attimo al centro della grande curva che unisce via Martelli a piazza Duomo è una sensazione esaltante.
Una grande festa per tutti.
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